Emilia Romagna e Linee Vita

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Le imprese che operano in Emilia Romagna hanno come riferimento gli articoli del testo unico 81/08 con le successive modifiche ed integrazioni, la quale esplicita che il Coordinatore per la Sicurezza, durante la fase di progettazione, deve prevedere in che modo mettere in sicurezza le attività lavorative/ la messa in sicurezza delle attività lavorative.

La regione, in merito all’obbligatorietà delle Linee Vita in Emilia Romagna, nel 2009, approva la Legge Regionale 2 marzo 2009, n. 2 – Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile, la quale consolida l’obbligo di prevedere misure di protezione espresse nel testo unico 81/08, e facendo in modo che i comuni siano liberi di intervenire sui regolamenti sia urbanistici che edilizi, rilasciando i titoli di abitabilità solo in caso di presenza di linee vita sulla copertura.

Nel 2013 è stato approvato l’atto 149/2013  “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, ai sensi dell’art. 6 della L.R. 2 marzo 2009, n. 2; dell’articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20”, al quale è allegato il regolamento tecnico riguardante le linee vita nella regione Emilia Romagna.

Quando si può definire a norma una linea vita

Molti problemi legati all’installazione di linee vita, in Emilia Romagna, riguardavano la mancanza di relazione di calcolo strutturale dei dispositivi di ancoraggio, oggi obbligatoria perché garantisce l’idoneità della struttura.

Proprio per questo, quando un’installazione è avvenuta prima della messa in vigore della normativa, è opportuno controllare se sono presenti:

  • Relazione di calcolo e verifica di idoneità della linea vita;
  • Certificazione del produttore e dichiarazione di corretta installazione
  • Manuale d’uso e di manutenzione.

In questi casi la linea vita può definirsi a norma.

Nel caso in cui però mancasse uno o più documenti di quelli elencati sopra, per rendere conforme la linea vita, è necessario il Certificato di collaudo firmato da un tecnico abilitato.

Nel 2015 infatti il regolamento viene aggiornato con la Deliberazione della giunta regionale 15 giugno 2015, N. 699: “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, ai sensi dell’art. 6 della L.R. 2 marzo 2009, n. 2; dell’articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20”.

Quando è obbligatoria un Linea Vita in Emilia Romagna

Vediamo adesso in quali situazioni è obbligatoria l’installazione di una linea vita:

  • nuove costruzioni;
  • interventi su coperture di edifici già esistenti, manutenzione, ristrutturazione;
  • interventi su Facciate Vetrate Continue che richiedono Manutenzione (FVCM).

La normativa esclude invece dall’ambito di applicazione:

  • le coperture che non superano i 2 metri di altezza;
  • coperture dotate già di parapetto su tutto il perimetro alto almeno 1 metro;
  • FVCM con già installate misure di protezione alternative collettive, quali ponti sospesi, piattaforme di lavoro.

L’obbligo dell’installazione di linee vita espresse nella norma ha lo scopo di mettere in sicurezza:

  • il percorso di accesso al tetto o alle vetrate, il quale deve essere adeguato al passaggio di operatori e attrezzature da lavoro;
  • il transito che deve garantire il passaggio dei lavoratori in totale sicurezza mediante elementi protettivi;
  • l’esecuzione dei lavori.

L’accesso e il percorso devono essere permanenti e garantiti da sistemi di protezione fissi.

Documenti necessari

Ad ogni installazione di linea vita deve essere associato un Elaborato Tecnico, fatto da un tecnico abilitato, il quale contenga:

  • Soluzioni progettuali in conformità con la norma vigente;
  • Elaborato grafico descriventi percorsi e accessi sulla copertura;
  • Documentazione fotografica del montaggio;
  • Relazione di calcolo che verifichi l’idoneità della struttura installata;
  • Certificazione del produttore e Dichiarazione di corretta installazione, che deve essere redatta dall’installatore;
  • Manuale d’uso e di manutenzione.

Infine, nelle normative della regione si specifica che l’utilizzo di dispositivi di ancoraggio è permesso solo per brevi spostamenti o nel caso in cui i DPC non siano possibili da installare. In questi casi infatti, le linee vita risultano la soluzione migliore da valutare. 

Linee vita, sistemi di sicurezza anti caduta

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